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sabato 12 settembre 2026

Quando finisce la scuola, finiscono anche i libri?

C'è una domanda sulla lettura degli italiani che le statistiche ufficiali, per come sono normalmente presentate, non riescono a cogliere fino in fondo. Quanti sono coloro che, una volta terminata la scuola, hanno semplicemente chiuso i libri?

Non parlo di chi legge poco, né di chi attraversa periodi della vita in cui legge meno. La domanda è più precisa: quante persone adulte non leggono nemmeno un libro all'anno e hanno iniziato a vivere così proprio dopo la conclusione del proprio percorso di studi?

È una distinzione importante. Non leggere un libro in un determinato anno non significa necessariamente avere abbandonato la lettura. Qui interessa invece una trasformazione più radicale: il passaggio dalla lettura legata alla scuola alla sostanziale scomparsa del libro dalla vita adulta.



Il punto di partenza: chi non legge nemmeno un libro

Nel 2024, secondo l'Istat, il 57,1% delle persone di almeno sei anni ha letto almeno un libro nei dodici mesi precedenti. Di conseguenza, circa il 42,9% non ne ha letto neppure uno.

Questo dato, però, non identifica il gruppo che stiamo cercando. Tra i non lettori ci sono persone che non hanno mai sviluppato un'abitudine alla lettura, persone che hanno smesso recentemente e persone che, per motivi diversi, leggono prevalentemente altri tipi di contenuti.

Serve quindi un indicatore più specifico.


I 5,7 milioni che hanno smesso

Tra coloro che non leggono, il 24,7% dichiara di essere stato lettore in passato e di avere successivamente smesso. Si tratta di circa 5,7 milioni di persone.

Non possiamo considerare automaticamente queste persone come ex lettori “post-scolastici”: qualcuno potrebbe aver abbandonato i libri a trenta, quaranta o sessant'anni.

Tuttavia, questo dato ci offre il bacino dal quale partire per cercare il fenomeno che ci interessa: coloro per i quali l'abbandono della lettura è avvenuto sostanzialmente con la conclusione degli studi.


La fine della scuola come possibile frattura

Per molti anni il libro entra nella vita di una persona attraverso la scuola. Si legge perché lo prevede il programma, perché lo assegna l'insegnante o perché serve per un'interrogazione.

Poi arriva il diploma, oppure la laurea. Finisce l'obbligo di leggere.

Per alcuni, questo è il momento in cui nasce una vera autonomia: si comincia a scegliere cosa leggere, si scoprono nuovi autori e il libro diventa uno strumento personale di conoscenza o di piacere.

Per altri può accadere l'opposto: venuto meno l'obbligo, viene meno anche la lettura.

È questa possibile frattura che le statistiche tradizionali non misurano direttamente.


Una stima possibile

Possiamo comunque costruire una stima per scenari.

Se considerassimo soltanto i 5,7 milioni di persone che dichiarano di essere state lettrici e di avere poi smesso, e ipotizzassimo che tra il 25% e il 50% abbia abbandonato la lettura sostanzialmente in coincidenza con la fine degli studi, otterremmo una cifra compresa tra 1,4 e 2,8 milioni di persone.

Ma questa sarebbe probabilmente una sottostima. Resterebbero infatti fuori coloro che durante la scuola leggevano esclusivamente i testi richiesti dagli insegnanti e che, terminati gli studi, non hanno mai sviluppato una vera pratica autonoma di lettura. Queste persone potrebbero non definirsi nemmeno “ex lettori”.

Tenendo conto anche di questa componente, una stima prudente del fenomeno complessivo potrebbe collocarsi intorno al 3-7% della popolazione adulta italiana, con una stima centrale nell'ordine del 5%.

Parliamo quindi, molto approssimativamente, di 2-3 milioni e mezzo di adulti.

Non si tratta di un dato statistico ufficiale, ma di una stima ragionata di una categoria che le indagini sulla lettura non isolano direttamente.


Un italiano adulto su venti?

Se la stima centrale fosse vicina alla realtà, potremmo avere nell'ordine di un adulto italiano su venti che non legge nemmeno un libro all'anno e per il quale l'abbandono della lettura è sostanzialmente coinciso con la fine del percorso scolastico.

La cifra reale potrebbe essere più bassa o più alta. Ma il dato più interessante non è stabilire se siano esattamente due, tre o quattro milioni.

È capire quanto la fine della scuola possa rappresentare una soglia decisiva nella formazione del non lettore adulto.


Quando l'obbligo scompare, cosa rimane?

La domanda di fondo è semplice: che cosa rimane della lettura quando nessuno ci obbliga più a leggere?

Se la risposta è “niente”, significa che durante gli anni della formazione il libro non è diventato una pratica personale. È rimasto prevalentemente uno strumento scolastico.

La scuola può insegnare a leggere e far conoscere Dante, Manzoni, Leopardi, Pirandello o Calvino. Ma il passaggio più difficile è un altro: far nascere nell'individuo il desiderio di aprire un libro quando non c'è più nessun insegnante a chiederglielo.


Il libro come obbligo scolastico

Per alcune persone, quindi, la scuola potrebbe non essere stata il luogo in cui è nata l'abitudine alla lettura, ma quello in cui il libro è rimasto associato all'obbligo.

Il meccanismo potrebbe essere quasi elementare:

libro → studio → obbligo → fine della scuola → fine del libro.

Non è necessariamente responsabilità dell'insegnante. Entrano in gioco la famiglia, l'ambiente sociale, il tempo libero e l'intero sistema culturale nel quale cresciamo.

Ma la fine degli studi rimane una soglia particolarmente interessante da osservare.


La domanda che manca

Per conoscere davvero le dimensioni del fenomeno, alle tradizionali indagini sulla lettura bisognerebbe aggiungere una domanda molto semplice:

“Dopo aver terminato il tuo percorso di studi, hai mai avuto un periodo della tua vita in cui hai letto spontaneamente almeno un libro all'anno?”

E, per chi rispondesse di no:

“Durante gli anni scolastici leggevi libri anche per tua scelta oppure prevalentemente perché richiesti dalla scuola?”

Con queste domande sarebbe finalmente possibile distinguere il non lettore generico dal non lettore post-scolastico.

E forse scopriremmo qualcosa di più significativo del semplice numero di libri letti ogni anno: quante persone, una volta consegnato il diploma, hanno praticamente riconsegnato anche i libri.

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